Storia dell'implantologia, dall'antichità a oggi

Le tecniche di implantologia hanno origini molto antiche, ed ancora oggi continuano a perfezionarsi


La storia dell’implantologia ha origini molto lontane: fin dall’antichità, infatti, l’esigenza di sostituire i denti mancanti con degli elementi in grado di sostituirli sia sul piano estetico che su quello funzionale è stata sempre molto sentita.


L'implantologia, come noto, è quella branca della dentistica che si fonda sulla realizzazione di veri e propri impianti che vanno a sostituire una dentatura mancante oppure oramai molto danneggiata. Non si sta parando affatto, dunque, di strutture mobili, come può essere ad esempio la classica dentiera, ma appunto di impianti che sono destinati a divenire un'unica cosa con l'organismo, integrandosi perfettamente con l'osso di sostegno. Per tale ragione, oggi, gli impianti dentali sono spesso definiti anche come "impianti osteointegrati".


E' davvero suggestivo notare come, fin da tempi remoti, l'uomo si sia misurato con questo tipo di realizzazioni, fortemente animato dal desiderio di offrire, a chi ne avesse bisogno, questa particolare opportunità di recuperare una dentatura robusta ed efficiente.


Gli "step" da percorrere, fino ai giorni nostri, sono numerosi, ed è soprattutto negli ultimi decenni che si sono registrati i progressi più rilevanti dal punto di vista dell'implantologia; oggi, fortunatamente, gli interventi di implantologia possono essere realizzati senza alcun tipo di problema anche nel caso in cui un paziente abbia una condizione dentale davvero pessima. 


La prima popolazione che, a livello storico, risulta essersi cimentata nella realizzazione di impianti per la sostituzione di denti mancanti è quella egizia: aldilà di inequivocabili testimonianze che sottolineano l’attenzione per l’igiene dentale, sono state infatti recuperate diverse mummie di faraoni in cui alcuni denti mancanti erano stati sostituiti con denti di animali, pezzi di conchiglia o altri materiali solidi in grado di sostituire un dente naturale; anche per quanto riguarda le popolazioni italiche vi sono degli scheletri che hanno accertato la presenza di impianti realizzati in ferro o in lamina d’oro.


E’ nell’800 che l’implantologia ha iniziato a progredire in maniera notevole, e merita certamente una menzione l’italiano Maggiolo, il quale ideò un innovativo tipo di impianto in grado di sostenere la protesi in maniera molto efficace, descrivendone le caratteristiche in un manuale che fu pubblicato in francese: Manuel de l’art dentarie.


Dopo diverse tipologie di impianto presentate da studiosi di tutto il mondo, un passo in avanti importante si è avuto con Grienfield, nel 1913, il quale progetta una sorta di scavo all’interno dell’osso al quale viene fissata una forma a spirale, fino a passare alla classica forma a vite, che viene progressivamente migliorata grazie ai contributi di Lubit, Rappaport ed altri ancora.


La nascita dell’implantologia moderna è dovuta invece al contributo di un altro italiano, Formiggini, il quale prevede per la prima volta l’introduzione all’interno dell’osso del tessuto fibroso, che per un naturale processo di ritenzione si trasforma in seguito in osso stesso. Formiggini fonda assieme ai suoi allievi il GISI, Gruppo Italiano Studi Implantari, perfezionando progressivamente i progetti di impianto e riscuotendo importanti successi in tutto il mondo.


Negli anni ’60 l’italiano Tramonte introduce un’importante novità perquanto riguarda i materiali di utilizzo, proponendo il titanio come materia prima per questo tipo di realizzazioni. Si tratta di un’intuizione di grande importanza, dal momento che il titanio, essendo un elemento privo di proteine, consente di realizzare degli impianti senza il rischio che si verifichino dei naturali rigetti, da parte dell’organismo, del materiale applicato.


Il titanio è stata la vera e propria "rivoluzione" nel mondo dell'implantologia, ed ha consentito a tantissime persone al mondo di recuperare una dentatura impeccabile anche sebbene fino a pochi anni addietro, si trattasse di un progetto decisamente proibitivo. 


La storia dell’implantologia può ritenersi tutt’altro che conclusa; la IAFIL (International Academy for Immediate Loading), ad esempio, è tutt’oggi impegnata nel perfezionamento degli interventi di questo tipo.


Se si parla di implantologia contemporanea, inoltre, non si può certamente non citare la cosiddetta "implantologia a carico immediato": mentre fino a pochi anni fa, infatti, chi si sottoponeva a questo tipo di interventi doveva attendere diverse settimane prima di poter masticare, trascorrendo questo periodo alimentandosi con cibi molto soffici o liquidi, oggi invece l'impianto può essere "caricato" con le relative corone dentarie anche subito dopo il termine dell'intervento.


Nei più moderni interventi implantologici, quindi, è assolutamente possibile recuperare una dentatura impeccabile riprendendo a masticare subito dopo il termine dell'intervento.

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